Ma è vero che il cambiamento equivale a fare fatica?

Ma è vero che il cambiamento equivale a fare fatica?Confrontandomi con le persone (giovani o meno giovani), nella maggior parte dei casi, mi accorgo che è denominatore comune il pensiero che apportare dei cambiamenti per migliorare la nostra vita sia sinonimo di fare fatica.

E spesso non si tratta solo di un pensiero che lascia il tempo che trova, ma di una vera e propria convinzione. Una convinzione, ahimè, che ci porta a demordere prima ancora di iniziare quel cambiamento che ci porterebbe beneficio nella nostra vita.

Quella convinzione che, in un attimo, ci fa pronunciare le solite frasi demotivanti e deleterie, come ad esempio: io son fatto così, per me è impossibile cambiare, non ce la faccio, è troppo difficile, ecc.. ecc.. Ostacolando il nostro desiderio di cambiamento.

Ma perché succede questo? Qual è il motivo che fa nascere la convinzione che il cambiamento equivale a fare fatica?

Io credo che la causa principale è che abbiamo la smania di voler ottenere “tutto e subito”, pertanto, quando vogliamo apportare un cambiamento nella nostra vita, ci creiamo l’aspettativa di avere risultati immediati.

E, quindi, allora, iniziamo una dieta.. e dopo tre giorni, dato che non abbiamo perso ancora un etto, smettiamo perchè è troppo difficile andare avanti (se non ho perso un etto in 3 giorni quanto ci metterò a perdere 10 kg?).

Oppure, decidiamo di smettere di fumare e alla prima cosa che ci fa scattare i nervi, riprendiamo in bocca la sigaretta perché è troppo faticoso contrastare questo nervoso (devo fumare perchè ho proprio bisogno di calmarmi).

E poi ancora, decidiamo di cambiare lavoro, troviamo quello che farebbe per noi, ma pensiamo che quel lavoro ci induce a lavorare anche una domenica al mese e allora non va bene (la domenica per me è sacra, e non si lavora).

E con la convinzione che: il cambiamento e’ troppo faticoso, prendiamo i nostri buoni propositi, obiettivi e desideri vari, e li mettiamo nel cassetto; chiudendolo anche in fretta, prima che ci ritorni il pallino di realizzarli..

Io credo però che prima di chiudere il cassetto e rinunciare a cambiare una situazione che non ci garba (che anche se in quel momento non ce ne stiamo accorgendo ma ci sta sempre più stretta), forse dovremmo fare qualche considerazione in piu’… Anche perchè se ci sono persone che sono riuscite a fare dei cambiamenti (che hanno reso migliore la loro vita), non credere che sono riusciti perché sono meglio di noi, più semplicemente, loro hanno considerato le cose da una prospettiva diversa e hanno capito come si fa…

Possiamo farlo anche noi, non credi?

Quindi ti invito a considerare con me che se è vero che ad ogni cambiamento corrisponda una “fatica”, e che tra l’altro ad un cambiamento grande corrisponda una fatica grande, è altrettanto vero che avere questa convinzione non ci sta evitando realmente di fare fatica, al contrario, ci sta incanalando nella direzione di doverne probabilmente fare molta di più.

Perché, se non ci impegniamo oggi a ottenere quello che vogliamo veramente, sarà molto alta la probabilità che dovremo fare molta piu’ fatica domani; quando a lungo andare ci renderemo conto che stando fermi, evitando di fare fatica, ci avrà accumulato piu’ stress e insofferenza, che si sa non sono dei toccasana per la nostra salute.

Ci conviene, allora, prendere atto che esistono due tipi di fatica:

  • una fatica produttiva che è quella che facciamo ogni volta che ci impegniamo ad applicare un cambiamento migliorativo nella nostra vita, mettendoci appunto: impegno, costanza, perseveranza, e rinunciando magari ad un divertimento o ad una uscita, oppure a qualche ora di sonno in piu’ o perché no, anche facendo la fatica fisica che quel cambiamento implica. Insomma quella fatica produttiva finalizzata ad ottenere i nostri risultati che ci daranno serenità, gioia, soddisfazione, benessere.
  • una fatica distruttiva che è quella che facciamo ma non ci accorgiamo di fare. È quella che crediamo di non fare rimanendo fermi, non muovendo un dito, non mettendoci in gioco per perseguire un qualche cambiamento. La fatica distruttiva è quella che logora la nostra vita pian piano, senza che inizialmente ce ne accorgiamo; finchè qualcosa dentro di noi comincia a non farci stare bene, e cominciamo a renderci conto che nell’illusione di non fare fatica, abbiamo sprecato del tempo prezioso. E in quel momento comprendiamo quanto il nostro stare fermi ci ha fatto fare quella fatica distruttiva che non ci ha portato proprio a nulla di buono, e che ha, magari, compromesso anche la nostra salute.

Ora, se vogliamo rendere migliore la nostra (unica) vita, è bene che prendiamo consapevolezza che, in primis, “il tutto e subito” non funziona. Pretendere, ed imporsi di fare dei cambiamenti radicali è una cosa che il nostro cervello respinge.

Esso non è programmato a compiere dei cambiamenti drastici; per cui di fronte ad un cambiamento soprattutto radicale, va in stress e fa scattare la sua difesa a dirci che non siamo capaci, che è difficile e a demordere, (ricordi quello che dicevo sopra, che ci diciamo: non sono capace, io non posso cambiare, ecc).

Chiaramente non è vero che non siamo capaci perché se impariamo a non pretendere da noi tutto e subito, e cominciamo ad applicare dei cambiamenti piccoli, continui e costanti.. (ripeto, piccoli, continui e costanti..) quello che otterremo è che ci abitueremo a farne sempre di più, e sempre di più sarà facile impegniarci a realizzare tutti i cambiamenti che vorremo, nella nostra vita.

A questo punto, se abbiamo assodato che voler fare dei cambiamenti equivale a fare fatica, abbiamo anche capito che, anche non cambiare richiede altrettanto fatica; e spesso anche una fatica più grande.

Scegliamo per il nostro bene, quindi, di lasciar perdere il voglio “tutto e subito”, che abbiamo visto non ci porta da nessuna parte.

Possiamo scegliere di usare le nostre energie in una fatica produttiva che è quella che ci porterà a condurre la vita che vogliamo, (i cambiamenti per realizzare quello che abbiamo compreso e scelto di volere per noi, per realizzare la nostra migliore versione di noi stessi e darci quella soddisfazione di cui ne beneficerà anche la nostra salute, oltre al portafogli).

Oppure possiamo scegliere di fare una fatica distruttiva che è quella che ci porterà a rimanere fermi, (a precluderci di ottenere una vita migliore, ad essere costantemente insoddisfatti e frustrati e a spegnerci piano piano).

Il mio consiglio accorato, quindi, è: prendi consapevolezza che se fatica devi fare è meglio scegliere di fare una fatica produttiva e sana, e sarai certo che non avrai rimpianti.

A presto!

Carmen

P.s.: Scrivimi quando vuoi alla mia mail carmenok55@gmail.com 

sarò felice di risponderti.

Alla ricerca della felicità.. perché fatichiamo a trovarla?

 felicità, come riconquistarla..Avere o essere .. Questo è il problema! Eh, no, non era così.. quello era: ‘essere o non essere’.

Ma poco cambia perché il dilemma è sempre lo stesso quando ricerchiamo la felicità.

Come già saprai, la maggior parte delle persone sono focalizzate sull’avere, sopratutto i politici italiani ma non è mia intenzione soffermarmi su di loro, bensì su coloro che essendo focalizzati sull’avere tralasciano l’essere per ritrovarsi poi a non essere stati.. e se non ci sei non puoi godere dell’essere.. 🙂

Si lo so, mi sono un po incasinata in quest’ultimo paragrafo, ma spero che me lo perdoni visto che sono le sei del mattino e non ho ancora preso il caffè.

OK, vediamo di essere seri e andare al dunque..

Siamo concentrati sull’avere.. bei vestiti, una bella casa, una bella macchina, un congruo conto in banca, un bel lavoro e così via.. e magari per riuscire a possedere tutto questo, ipotechiamo lo stipendio dei prossimi 10 anni.. e alla fine, quando abbiamo ottenuto tutto questo, scopriamo di essere ancora insoddisfatti, come se ci mancasse ancora qualcosa!

Allora la domanda è..

Perché, cosa ci manca, cosa stiamo trascurando d’importante?

La risposta è che ciò che ci può mancare è a mio avviso, qualcosa di importante, ossia la consapevolezza della nostra vera identità!

Essere una persona di sani principi, responsabile, un esempio da seguire per chi ci sta intorno, essere un amico sincero, un compagno attento, e cosi via.

Insomma stiamo trascurando di comprendere, coltivare, e acquisire le nostre ricchezze interne..

Quelle ricchezze che ci rendono persone migliori e ci aprono le porte ad essere persone soddisfatte, persone che possano essere fiere di essere portatori di valori utili a favorire una società migliore, persone che sono capaci di vivere e godere del presente, e non di dare importanza al mostrare di avere questo o quell’altro per affermare la propria identità..solo per sentirsi importanti.

In pratica voglio dirti che alla fin fine non basta avere tanti soldi per essere veramente ricco, o avere tanti libri per essere istruito, o ancora, avere a fianco un bel partner per essere amato/a.

 ciò, in se per se, non basta per darti la felicità che cerchi.

La felicità deriva essenzialmente da ciò che sei, ovvero dalla tua identità!

Stai sicuro che ti sentirai molto più felice quando ti apprezzi o vieni apprezzato per quello che sei e non per quel che hai..

Adesso dedica un po di tempo per te stesso, provando a riflettere quanto spesso sei felice e soprattutto cosa ti rende felice.. poi agisci di conseguenza!

Mi farebbe piacere conoscere cosa ne pensi su questo argomento, puoi lasciare un commento qui sotto, o se credi scrivere alla mia email, la trovi qui.

Un abbraccio, a presto!

Carmen

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Come capire se stai scegliendo gli obiettivi giusti per te

Obiettivi Davanti casa mia c’è un monte che tutte le volte che mi soffermavo a guardare, cominciavo a fantasticare su quanto sarebbe stato bello arrivare nella sua cima e ammirare, dominare il paesaggio da lassù.

Ogni volta questo pensiero mi entusiasmava sempre più fino a desiderare fortemente di realizzare questa cosa.

Ho deciso quindi di trasformare questo desiderio in obiettivo, e nello scrivere la lista degli obiettivi che voglio raggiungere in questo 2015, ho scritto:

Voglio scalare la cima del monte davanti casa mia il primo gennaio 2015”, dandomi appunto come scadenza per realizzarlo il mattino del primo giorno dell’anno.

Nello scrivere questo obiettivo, qualche timore ce l’ avevo..e a dire il vero anche qualche pensiero limitante, vuoi perché non ho mai neanche camminato in montagna, vuoi perché non ho più l’agilità dei vent’anni e anche perché non avevo idea degli eventuali ostacoli che avrei potuto incontrare in questa impresa.Ma nelle mie fantasticherie guardando il monte mi visualizzavo sicura e lesta arrivare in cima.

Quando annunciando a mia figlia che stavo per avventurarmi a scalare la montagna mi chiese se avessi assunto qualche sostanza strana :-)..  mi fece pensare di essere affetta da un pizzico di incosciente follia ..e rimasi per qualche minuto con questo dubbio..

Giusto qualche minuto.. ero troppo determinata a raggiungere il mio scopo di voler vivere questa esperienza, di accrescere il mio bagaglio di cose da condividere, da raccontare e perché no, di avere un motivo in più di esser fiera di me per essermi sfidata in una nuova cosa.

Quindi decisi di proseguire nel mio intento e fortemente motivata dal mio scopo ho proceduto a verificare che il mio fosse un obiettivo possibile, raggiungibile, constatando pertanto che altre persone vi erano già riuscite, ed eliminando così i pensieri limitanti e rafforzando l’idea di farcela.

Attingendo pertanto a ciò che avevo a disposizione, mi sono arrangiata a procurarmi gli strumenti necessari.. cioè un bastone, un normale paio di scarpe da tennis, una bottiglia d’acqua..e via verso il risultato voluto, seguendo appieno il buon metodo che suggerisce che, quando si vuole veramente fare una cosa, è bene cominciare a farla usando quello che si ha piuttosto che aspettare di avere gli strumenti giusti per partire..

Insomma sono arrivata in cima e posso affermare che lassù lo spettacolo era strabiliante. Per non parlare della sensazione di libertà, di pace, di gioia, di gratificazione, che mi aveva pervaso, motivo per cui mi sembrò giusto celebrare quel risultato, dapprima, dandomi una pacca sulla spalla.., piano però, vista la ripidità sotto di me, se me la fossi data forte, magari avrei preso a rotolare giù come una palla :-),  e dopo.., un po’ per vedere se c’era l’eco, un po’ per esternare la felicità che provavo, un po’ per identificarmi con Silvester Stallone in uno dei suoi vari Rocky 1, 2, 3 ecc.. ho gridato un paio di volte : ‘”Ce l’ho fatta, il mondo è mio’”.

L’eco comunque non c’era, credo a conferma che il mio risultato, che le emozioni che mi stavano pervadendo erano effettivamente solo mie, lì a premiare la mia volontà di mettermi alla prova, di sfidarmi, rafforzando ancor più la mia autostima.

Perché ti sto raccontando tutto questo, per dirti quanto sono brava, bella e buona? Ma no di sicuro..

Bensì per raccontarti attraverso questa mia esperienza, come nasce un obiettivo, come capire se è l’obiettivo giusto per te, gli ingredienti, i passi, i modi per definirlo e portarlo a compimento..

Avrai notato nel corso del testo.. quelle parole scritte in corsivo.. Ecco..

Se vogliamo definire e raggiungere correttamente un obiettivo è utile far caso a quelle parole..

Perché per capire se stai scegliendo gli obiettivi giusti per te, per avere quasi la certezza che un obiettivo è giusto, valido e vale la pena di essere perseguito, ottenuto e raggiunto deve:

Per prima cosa nascere da un desiderio che ti entusiasma al punto da decidere di trasformarlo in obiettivo.

Per seconda cosa  è bene formulare questo obiettivo per iscritto in modo: positivo, specifico, dandogli una data, una scadenza, fregandotene del timore che ti incute, forte della motivazione che deriva dallo scopo per cui vuoi raggiungerlo e forte della consapevolezza che se altri prima di te lo hanno raggiunto puoi riuscirci anche tu.., senza stare a  preoccuparti di avere tutto pronto alla perfezione per partire.. ma cominciando con quello che hai, avrai modo poi, in corsa, di aggiustare il tiro..

E se è un obiettivo grande, molto ambizioso, ancora meglio.. Certo volere raggiungere un grande obiettivo richiede molta più motivazione, molta più energia che un obiettivo più piccolo.. E’ utile quindi per rimanere sempre con una motivazione alta, con l’energia alta, suddividere il grande obiettivo in piccoli obiettivi.

E cosa da non trascurare, ad ogni piccolo obiettivo raggiunto, festeggia, celebra, datti una bella pacca sulla spalla, oppure guardati allo specchio e datti del Bravo!!! Questo è molto utile far crescere la tua autostima e a farti sentire il tuo risultato sempre più vicino..

Un ultima cosa importante.. non preoccuparti se cadi.. più l’obiettivo è ambizioso e più è probabile cadere magari influenzato inconsciamente da qualcuno che ti vuole molto bene che preoccupandosi per te ti dirà ‘Stai attento’ o magari proprio per la complessità del risultato ambito.. Se lo sai e lo metti in conto, quando cadi sarà più facile rialzarti e riprendere il percorso cambiando approccio..

Nello scalare la montagna, ad esempio, io son caduta, son rimasta col sedere a terra qualche minuto, mi sono rialzata ed ho ripreso, a conferma del fatto che solo le cose facili non presentano difficoltà.

Seguendo questi passi, scrivi tutti gli obiettivi che vuoi realizzare..Se tuttavia ti accingi a farlo per la prima volta.. comincia così..

Ogni sera scrivi 3 obiettivi, che desideri, che vuoi realizzare il giorno dopo.. comincia anche con cose futili.. di poco impegno tipo:

domani entro le ore 12 -voglio fare una doccia, – voglio chiamare il commercialista per chiedere una info, – voglio lavare la mia automobile.,

Abituerai così man mano la tua mente a focalizzarsi sempre più su ciò che desidera ottenere e a prendere l’abitudine di ottenerlo. Perchè è quando un obiettivo nasce da un desiderio che capisci che è l’obiettivo giusto per te. Al contrario quando nasce da un dovere, diventa tutto difficile, non c’è entusiasmo, non c’è motivazione, non è più un obiettivo ma è un lavoro.

Ricorda, se non hai obiettivi tuoi da raggiungere.. dovrai comunque faticare a raggiungere obiettivi di altri..

Il mio consiglio è: ora che sai come fare, comincia a capire quali sono gli obiettivi giusti per te e comincia a perseguirli.

Comincia subito!

A presto!

Carmen 

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Come raggiungere un pensiero positivo

pensiero positivoIl motivo per cui spesso ci ritroviamo ad avere pensieri negativi, è perché appunto permettiamo alla negatività di prevalere. Tu dirai, eh si .. mi piacerebbe proprio vedere come riesci a mantenere un pensiero positivo quando ti manca questo, quello, e quell’altro.

Dici bene, hai ragione!

Infatti quando si focalizza l’attenzione su quello che non si ha, sulle cose che riteniamo necessarie per sentirci bene, diventa difficile mantenere il nostro pensiero positivo, così come è vero il contrario e cioè che deprimersi e lamentarsi di ciò che non si ha, servirà solo ad accrescere i pensieri negativi.

E una mente negativa non è lucida e perde la sua creatività.. tanto è vero che chissà quante volte ti è capitato di arrabbiarti non trovando qualcosa che stavi cercando, e dal nervoso non ti sei accorto che si trovava proprio davanti ai tuoi occhi. Questo accade perché quando si è arrabbiati non si è lucidi, è un po come avere una coltre di nebbia davanti ai nostri occhi.

Per non parlare delle volte che magari preso da una discussione con qualcuno, ti sei talmente agitato che al momento non hai trovato le parole giuste; poi quando ti sei un po’ tranquillizzato, ti è venuto in mente quello che avresti potuto dire in quell’occasione.

Ricordati quindi.. la negatività uccide la creatività.

Come contrastare questo stato e mantenere un pensiero positivo, scacciando quelli negativi?

Cè più di un modo per fare questo! Oggi ti parlo di quello che ritengo il più semplice e veloce per farlo, si tratta di pensare a tutte le cose di cui siamo già grati.

Lo so che magari stai pensando: boh, e di cosa posso essere grato?

Sai, abbiamo tantissimi motivi per essere grati, il punto è che spesso li abbiamo persi di vista.

Guardiamo la vita col metro di ciò che non abbiamo, dimenticandoci e non apprezzando ciò che abbiamo.

Ed ecco che ad esempio, rinunciamo ad uscire con gli amici e passare una bella serata, perché nonostante abbiamo l’armadio stracolmo di vestiti, arriviamo all’assurdo di ritrovarci lì davanti e dire di non avere niente di adatto da mettere.. col risultato di passare la serata a rimuginare su quanto siamo sfortunati.. andare a letto invasi da questi pensieri e magari perderci delle piacevoli opportunità.

Non andrebbe di certo così se aprendo l’armadio saresti grata di avere già tanti vestiti.. non credi?

Per non parlare poi di chi pensa di essere sempre meno bello di, meno magro di, meno intelligente di, meno adeguato di, ecc.. e non si accorge del suo valore, delle sue qualità.

Presi da questi pensieri negativi, va a finire che ci ricordiamo di essere grati di ciò che siamo, di ciò che abbiamo, solo quando le perdiamo.

E allora, per cambiare il nostro pensiero da negativo in positivo, impariamo a guardare la realtà dentro e intorno a noi, e cerchiamo di essere grati anche delle piccole cose che abbiamo e che viviamo ogni giorno, che sia pure scorgere un magnifico tramonto, ricevere un invito a prendere un caffè, e cosi via.

Ok, adesso tocca a te.. ti chiedo di prendere carta e penna e di scrivere un elenco di tutte le cose di cui puoi essere già grato.

Scrivi su un quaderno o su un foglio bianco, un Elenco delle cose di cui sei già grato (almeno 10, meglio 20) :

Sono grato di….

_________________________________________________________

_________________________________________________________

_________________________________________________________

Bene, complimenti per esserti dedicato del tempo per migliorarti, adesso ti chiedo di tenere il tuo elenco a portata di mano, e tutte le volte che sarai grato di una nuova cosa aggiungila al tuo elenco.

Rileggi il tuo elenco tutte le volte che vuoi, ti consiglio di farlo almeno una volta al giorno. In questo modo alimenterai costantemente il tuo pensiero positivo e la creatività, indispensabili per migliorare la tua vita, e a farti cogliere le opportunità che ogni giorno ti si presentano, ma che fino adesso la negatività non ti ha dato modo di vedere.

Spero di esserti stata utile, e che farai l’esercizio :-)..!

A presto,

Carmen

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Con l’esperienza si può migliorare la propria vita

 

migliorare la propria vitaAvrai già sentito questa frase tante volte,

ormai lo sappiamo tutti che l’esperienza è utile a migliorare la propria vita, e allora perché ripetiamo sempre gli stessi errori?

A volte capita che problemi e situazioni che abbiamo già affrontato, si ripresentino tali e quali, ed abbiamo la sensazione che queste cose accadano per il solo scopo di complicarci la vita. Ci convinciamo quindi di essere vittime di una persecuzione nei nostri confronti, come se il mondo in quel dato istante avesse deciso di avercela con noi.

Ti ci ritrovi?

Quando ricadiamo ciclicamente negli stessi errori crediamo di essere incapaci di progredire nella vita, poiché ci convinciamo che queste situazioni continuano ad accaderci solo perché magari siamo degli sfigati, e non possiamo far nulla per cambiare la nostra sorte.

Ti dico queste cose perché vorrei rassicurarti innanzitutto di un fatto, sappi che in questi casi..

  1. non è il mondo che ce l’ha con te
  2. non è la sfiga che non ti permette di migliorare la tua vita

La verità invece è che queste esperienze “negative” si ripetono per un motivo ben preciso, ed è quello di metterci nella condizione di imparare dalle nostre esperienze per poter migliorare la qualità della nostra vita.

In sintesi..

se non vuoi più ricadere negli stessi errori comincia a pensare di compiere azioni diverse quando ti ritrovi nelle medesime circostanze. Solo così uscirai dal circolo vizioso, perché cambiando azioni comincerai ad ottenere risultati diversi. Interessante vero?

Ad esempio, se negli ultimi 3 mesi hai portato il tuo Curriculum in 10 aziende e nessuna di queste ti ha risposto, né tanto meno chiamato per un colloquio, forse le tue mansioni non sono così richieste dalle aziende a cui ti sei proposto. O più semplicemente il tuo curriculum non è compilato in modo da far pensare all’azienda che dietro quelle righe si nasconde un soggetto interessante per la loro azienda.

Ecco che, se lascerai tutto come si trova e continuerai a riproporre lo stesso curriculum alla stessa tipologia di aziende, magari accadrà ancora una volta che il tuo curriculum finirà nel cestino e continuerai a non trovare un lavoro.

In questo caso, potresti fare due cose.. o riscrivi il tuo curriculum, oppure cambi tipologia di aziende a cui vuoi proporti per farti assumere.

Allo stesso modo se l’ennesimo ragazzo/a, dopo sei mesi insieme decide di lasciarti, forse è perché ha capito che il motivo delle tue 10 telefonate al giorno, il continuo chiedere dove sei, cosa fai, con chi sei.. non è proprio perché sei innamorato/a di lei o di lui, e neanche perché ci tieni così tanto a sapere cosa fa in ogni momento.. Magari il vero motivo del tuo comportamento è che hai troppa gelosia nei suoi confronti, e questo ti farà apparire una persona insicura. E questa insicurezza induce il tuo lui o la tua lei a lasciarti. Ritrovandoti per l’ennesima volta da solo/a.

Ora se vuoi evitare che tutte le tue storie abbiano la stessa fine, è opportuno provare a cambiare qualcosa piuttosto che fare come molti che dicono: io son fatto così, non posso farci niente. Potresti magari imparare ad avere più fiducia in te stesso/a e guarire questa gelosia, o riuscire ad essere almeno un po meno geloso/a; cosa che ti eviterebbe con molta probabilità che la prossima storia abbia lo stesso esito delle precedenti.

Così pure se, quando vai in discoteca bevi troppo.. con lo scopo di gasarti e quindi divertirti, per poi il giorno dopo svegliarti con un tremendo mal di testa, che ti fa rimanere fuori fase tutto il giorno, e ti chiedi..

come mai mi capita sempre la stessa cosa: possibile che tutte le volte che voglio divertirmi un po’, il giorno dopo debba sentirmi così male?..

In questo caso, la soluzione potrebbe essere quella, se è possibile, di trovare un modo per divertirti naturalmente senza alterare la tua chimica. Potresti cercare di divertirti semplicemente ballando e assaporando il fatto di farlo insieme ai tuoi amici o alla tua ragazza/o, pur mantenendo la tua lucidità. O magari cambiare discoteca. Sostituirla con una dove danno la musica che ti prende.. che ti fa venire voglia di ballare.. A chi non è capitato di sentire una canzone e non resistere a non ballare, a vedere i piedi che cominciano a muoversi da soli? 🙂

Vedrai che il giorno dopo, sarai felice di ricordarti tutti i bei momenti passati insieme ai tuoi amici e sarai pronto per affrontare una giornata in modo efficiente e senza mal di testa.

Allora, cominciamo a comprendere che, se un problema o una situazione si è ripetuta varie volte, provocandoci un senso di frustrazione, forse è meglio che ci soffermiamo a considerare che la causa della sua ripetizione è che fino adesso da quella esperienza non ne abbiamo tratto insegnamenti utili per noi.

Ovverosia l’abbiamo vissuta ma non l’abbiamo elaborata; lo dimostra il fatto che seppur spiacevole continuiamo a riviverla.

Se vogliamo quindi evitare di ritrovarci ancora nella stessa condizione all’infinito, l’unico modo è apprendere la lezione che quella esperienza vuole tanto insegnarci.

A volte, per migliorare la propria vita, basta avere un po’ di fiducia in se stessi e apportare quel piccolo cambiamento che ci rende migliori. Ricordati che Noi siamo quello che facciamo!

Passa all’azione, quindi, pensa ad una situazione spiacevole in cui ti ritrovi ciclicamente e poniti una domanda intelligente:

Come posso fare per non ricadere nello stesso disagio, la prossima volta che mi ritrovo nella medesima situazione?”

Un forte abbraccio,

Carmen Ok

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Ricorda che puoi scrivermi alla mia mail carmenok55@gmail.com le tue domande tutte le volte che vuoi.. felice di poter esserti utile..

 

E se fosse il tuo carattere ad allontanarti dal successo?

successo giovaniOggi ti voglio parlare del carattere.. avere un buon carattere a mio parere è fondamentale nella vita ed è molto spesso la causa di successo o insuccesso.

Ti è capitato pur avendo la panetteria sotto casa di preferire di andare a comprare il pane in quella distante duecento metri perché la titolare ha un bel carattere, mentre quella sotto casa.. boh.. non ti piace, ti sembra finta?

Eppure sono gentili entrambe, sorridono quando ti vedono entrambe, sono pazienti, semplici, umili entrambe.. eppure una ti piace e l’altra.. uhmm .. non ti convince..

Percepisci nella prima quella genuinità nel comportamento che te la fa sentire vera, a differenza della seconda che, nonostante faccia di tutto per accogliere bene il cliente, percepisci che il suo è un comportamento di facciata, non è il suo vero carattere.

Questa è la differenza tra carattere etico e carattere della personalità.. Il carattere etico è costruito sui principi, sull’essere.. il carattere della personalità è costruito sull’avere, sull’apparire, sull’immagine che vuoi dare.

Purtroppo o per fortuna il carattere comunica quello che siamo veramente.. E prima o poi le persone percepiscono se siamo veramente veri o no.

Questo è il motivo per cui la panettiera che ha un carattere etico vende più pane, ha più successo, e l’altra che ha adottato il carattere della personalità, ne venderà sempre meno tanto più quello che trasmette sarà percepito sempre di più.

Ora la buona notizia è che, se con questo banale esempio ti è venuto il dubbio che possa essere il tuo carattere ad allontanarti dal successo, tu hai il vantaggio, rispetto a una persona grande, che hai più tempo e meno muri da abbattere per ristrutturarlo.

Cominciamo innanzitutto a prendere consapevolezza che durante la nostra vita ci sono degli stadi successivi di crescita e di sviluppo, altrimenti se abbiamo fretta rischiamo di fare come la panettiera finta.. e riflettiamo su questo dato di fatto.

Un bambino imparerà prima a girarsi su se stesso, dopo qualche mese imparerà a sedersi, poi a gattonare, poi ancora a camminare e infine avrà imparato a correre. Ogni stadio di sviluppo richiede tempo ed è impensabile che un bimbo possa correre senza aver prima imparato a gattonare e camminare.. Non credi?

Questo è il motivo per cui nel costruire il nostro carattere non possiamo saltare i passaggi necessari..e comprendere che ogni passaggio va fatto consequenzialmente..

E’ importante accettare che un carattere di successo è un carattere etico, dove i principi fondamentali su cui si basa sono l’integrità, l’umiltà, la fedeltà, la temperanza,il coraggio,la giustizia, la pazienza, la laboriosità, la semplicità, la modestia. Quante cose.. starai pensando.. devo costruire tutto questo per avere un carattere vincente?

Personalmente son convinta che questi principi ce li hai già tutti dentro di te. Alcuni sono più forti, altri meno, altri hanno bisogno di essere tirati fuori, alimentati e farli crescere.. ma li hai tutti.. Concediti il tempo di iniziare a scoprirli, poni attenzione alle tue percezioni, alle tue emozioni, ad ascoltare il tuo cuore..

A presto

Carmen 

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Seghe mentali? No grazie!

seghe mentali carmen okOggi voglio raccontarti un episodio realmente accaduto ad una mia giovane cliente, perché ritengo che se dovesse capitare anche a te di farti le cosiddette “seghe mentali“,  questi brevi consigli potrebbero tornarti utili.

Come tu sai, la mia professione mi porta a seguire i giovani nel loro percorso di crescita personale, e tra le email che ricevo dai miei clienti, qualche giorno fa ne trovo una con una richiesta alquanto insolita.

In questa email una ragazza mi chiede di aiutarla a ritrovare una sua cara amica ‘scomparsa’ che non ha più visto, in seguito ad un litigio accaduto tra le due.

Questo definire ‘scomparsa’ lì per lì mi ha lasciata perplessa, stavo già pensando di suggerirle di provare con  ‘C’è posta x te ‘ o in caso estremo con  ‘Chi l’ha visto?’,  ma una volta capito che il termine scomparsa era una esagerazione, le suggerisco subito di rivolgersi a qualche conoscenza in comune, chissà possano darle il suo nuovo indirizzo, dato che nel frattempo era cambiato.

Ed ecco che la mia cliente tira fuori un sacco di scuse e di perplessità, nel voler contattare qualcuno affinché possano darle modo di ricontattare l’amica in questione. In poche parole si fa le sue “seghe mentali“.

Le sue mille paure, che alimentava da tanto tempo erano dovute al fatto di temere che nessuna delle persone a cui potesse chiedere informazioni sull’amica volesse aiutarla, perché a conoscenza del loro litigio. E poi credeva fermamente che la sua amica potesse rifiutare il suo riavvicinamento, perché ancora adirata con lei.

Insomma, mi comunica una lunga serie di motivi per cui era convinta di non poter fare nulla per riavvicinarsi a questa sua amica. E che il suo desiderio di rivederla era destinato a rimanere tale.

Le dico: ragazza mia, con tutto il rispetto.. questa è semplicemente una ‘sega mentale’ che ti stai facendo.. e più ti ripeti queste cose più te ne convinci.

Infatti i suoi timori in realtà altro non erano che delle false convinzioni, che sempre più l’avevano allontanata dalla realtà.

La persuado pertanto a contattare un amico che avevano in comune per riuscire ad avere il nuovo indirizzo dell’amica ‘dispersa’, facendo leva sul fatto che, alla fine se non ci avesse neanche provato non avrebbe avuto alcuna speranza, invece agendo qualche speranza l’ avrebbe avuta sicuramente.

Ed ecco che passata all’azione tutto magicamente si è rivelato diverso da come lei se lo era immaginato, la persona contattata infatti si è rivelata ben disponibile di aiutarla a riavvicinarsi all’amica del cuore, e quest’ultima alla fine ha confidato all’amica che anche lei stava pensando come fare per riavvicinarsi a lei, perché le mancava tanto il loro rapporto, ma non aveva trovato il coraggio necessario.

Il risultato a questo punto risulta evidente, entrambi sono nuovamente amiche e sono felici di esserci riavvicinate.

Se mai quindi, dovessi qualche volta trovarti nella medesima situazione, e anche tu ti stai ponendo mille dubbi nel fare qualcosa, che senti di voler fare, piuttosto che pensare che ti accadono delle cose perché sei sfortunato, che capitano tutte a te.. e senti dentro di te quella vocina che ti dice: ‘Non c’è speranza, Non ci riesco, Non sono bravo a fare questa cosa, Non riuscirò mai a farla’… insomma che stai entrando in un vortice di pessimismo che ti porta a credere che sia vero quello che pensi, quello che temi.. ti basti sapere che il tuo inconscio, tutte le volte che ti accingi a voler intraprendere un pensiero o un’azione dal risultato incerto, cerca in tutti i modi di dissuaderti; questo perché il suo compito é quello di proteggerti dal dolore che può scaturire anche da una eventuale delusione, nel caso non riesca ad ottenere il tuo risultato come lo speravi…

Il punto è che non prendendo consapevolezza della realtà non solo consenti al tuo inconscio di farti del male con delle idee che nella maggior parte dei casi non corrispondono alla realtà, ma potresti perdere la possibilità di raggiungere un tuo obiettivo importante.

Se quindi dovesse capitarti di trovarti nella situazione in cui il tuo inconscio, sta provando ad auto-sabotarti, ad inibirti a fare quella determinata cosa e senti dentro di te quella vocina che ti dice: Sono sfortunato, Non c’è speranza, Non ci riesco, Non sono bravo a fare questo, Non riuscirò mai a farlo.. insomma stai entrando in un vortice di pessimismo.. innanzitutto contrasta queste voci con un bel ‘STOP’ e fai questo esercizio:

– prendi carta e penna, dividi il foglio a metà, da un lato comincia a scrivere la prima bugia che il tuo inconscio ti sta raccontando e dall’altra raccogli e scrivi le prove del contrario e così di seguito con la seconda ecc.

ad esempio:

tabella carmen

  

Impegnandoti in questo semplice esercizio smonterai le tue seghe mentali, e capirai che vale la pena di provare ad adottare un cambiamento di prospettiva che ti rende  di sicuro migliore la vita.

Carmen Ok

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Come risolvere un problema

come risolvere un problemaQuante volte nella tua quotidianità usi la parola problema?

Siamo talmente abituati ad agire secondo le nostre abitudini comportandoci in maniera meccanica che, di fronte a qualcosa di nuovo, sia di piccola che di grande importanza, la classifichiamo immediatamente come un ‘problema’.

Ma come risolvere un problema?

Certo è che alzarsi dal letto tutte le mattine, lavarsi, vestirsi, salire in auto per andare all’università o al lavoro non è un problema normalmente vero? Lo fai tutti i giorni, sai come fare, non ti poni assolutamente la domanda: come faccio ad alzarmi?, come faccio a vestirmi?, come faccio a guidare?…

Ma se mettendo in moto l’auto ti accorgi che non parte, a meno che non sei un meccanico :-), ecco che scorgi immediatamente un ‘problema’ che ti renderà immediatamente stressato o arrabbiato, e a volte anche impaurito.

Ma allora un problema nasce quando non sappiamo come affrontare normalmente le cose che ci accadono? .. Certo che sì!

E il punto è che, se non comprendiamo e non accettiamo questo concetto, permetteremo alle cose che ci accadono (fuori dalla norma) di portarci ansie, paure e delusioni che non servono ad altro che farci star male dentro..

Per cui, cosa fare quando sorge un ‘problema’, ovvero quel qualcosa che esce dalla norma?

Innanzitutto, reagiremo all’evento meditando consapevolmente verso una possibile soluzione e non sul perché questo è accaduto proprio a noi!

Lo so, hai ragione.. è più facile a dirlo che a farlo, e questo perché tendenzialmente siamo abituati a vivere nella cosiddetta ‘normalità’, cosa che ci porta a non essere abituati a riflettere, almeno che non ci siano difficoltà da (dover) superare, per forza.

Tuttavia, anche se questo ci costringe ad uscire dalla nostra zona di comfort, non ci rimane che prendere atto che se vuoi superare le tue difficoltà devi metterti a pensare in modalità: ‘come fare per..’, ovvero dovrai focalizzarti sulla soluzione alla questione e non sul perché capitano tutte proprio a te.

In poche parole piangersi addosso non ti servirà a niente, se non portarti come unica conseguenza lo svantaggio di bruciare energie che sarebbe utile impiegare per trovare la soluzione più adatta al tuo problema.

Quindi, il mio consiglio di come puoi risolvere un problema, è di cominciare a pensare in profondità dentro di te, e scoprire come puoi migliorare il tuo stato attuale. Cerca anche, per quanto possibile di crearti un ‘piano generale della tua vita’, in modo che potrai dirigere le tue forze in direzione di ciò che vuoi e ritieni sia importante per te.

Devi sapere che avendo le idee chiare su dove vuoi andare ed essendo determinato nel raggiungere il tuo scopo, automaticamente diventerai più forte dentro e sarai in grado di affrontare gli inevitabili stati di delusione, frustrazione, solitudine, fallimenti, infelicità, e paure scaturite da timori vari, perché li avrai già preventivati nel tuo piano generale.

E Non a caso un vecchio adagio dice.. “meglio prevenire che curare”..

Un altro buon metodo che funziona sempre per migliorare il proprio stato, è uscire dalla cerchia dei lamentosi, assumendosi in pieno la responsabilità di qualsiasi cosa ci possa accadere nella vita; perché ricordati che noi siamo i “soli” fautori della nostra realtà. E.. prima adotterai questa filosofia di vita, meglio sarà per te e per chi ti sta attorno.

Lascia che ti dica che le persone più forti e vincenti, sono diventate tali non perché a differenza di altri hanno avuto fortuna nel riuscire a trovare le soluzioni ai loro ‘problemi’, bensì perché hanno reagito agli eventi in modo proattivo, senza lamenti o false giustificazioni, e si sono dirette verso quelle azioni che in quel momento erano logicamente necessarie.

Adottare il ragionamento, la logica, la volontà di acquisire nuove conoscenze e competenze, hanno portato questi ultimi ad una crescita costante nel tempo, portandoli a risultati straordinari.

Ricordati quindi che per ogni problema ci sono “sempre” una o più soluzioni, magari non la troverai subito, magari dovrai cambiare diverse volte il tuo approccio al ‘problema’, ma se ti sforzi di perseverare prima o poi troverai il modo per raggiungere il tuo scopo. E da ogni piccolo risultato ottenuto, riceverai la motivazione a raggiungere risultati sempre più importanti.

Per concludere voglio che memorizzi questa tecnica mentale, poiché ti sarà utile ad affrontare i ‘problemi’.. quando capiterà il tuo ‘problema’ di turno, affrontalo immediatamente visualizzando te stesso dall’esterno (come se tu fossi uno spettatore), poi ingrandisci il più possibile l’immagine di te stesso, e diminuisci invece l’immagine relativa al tuo problema. Questo semplice espediente ti metterà nelle condizioni psicologiche di affrontare il tuo ‘problema’ con più coraggio ed efficacia.

Carmen

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Buone vacanze 2014..

foto di buone vacanze con Carmen OKCiao ragazzi, visto che siamo in agosto, parliamo di vacanze?..

Bene, vi voglio parlare di una vacanza che ho fatto alcuni anni fa. Un viaggio organizzato da un rinomato tour operator, durato 15 giorni.

Le tappe da toccare erano Bangkok, Singapore e una settimana alle Maldive.

Ricordo che anche per il fatto che era costato un sacco di soldini, le mie aspettative erano alte. Dei conoscenti che avevano fatto un viaggio simile, me ne avevano parlato benissimo, mi avevano raccontato come l’avevano vissuto e percepito, e questo aveva rafforzato ancor di più la mia idea che quel viaggio sarebbe stato spettacolare, sotto tutti i punti di vista.

In effetti i luoghi che avremmo toccato erano tutti incantevoli e ricchi di storia, cultura e, chi più ne ha più ne metta.

Arrivò quindi la metà di gennaio e lasciati zero gradi a Milano, dopo un bel po’ di ore di volo, ci ritrovammo nei 40 gradi di Bangkok. Fummo accompagnati in un hotel favoloso, cenammo e già dal giorno dopo iniziammo le varie escursioni.

Sia nell’hotel che nei pullman che ci portavano in giro a visitare i vari luoghi, finestre e finestrini erano sigillati, l’aria condizionata era a manetta, e quindi si passava dai 18 ai 40 gradi in un nanosecondo, col risultato che già la seconda notte di permanenza a Bangkok, la passai a tossire per una bronchite, inevitabile con quegli sbalzi di temperatura.

Insomma.. dei miei 3 giorni a Bangkok, ricordo soprattutto, lo spettacolo della lotta dei galli e l’odore delle banane fritte per strada, che si mescolava alle nuvole dei gas di scarico dei mezzi di trasporto.

Tra me e me pensai.. beh andrà meglio a Singapore, me ne avevano parlato benissimo; le recensioni parlavano di bellissimi giardini, centri commerciali stratosferici, ed in effetti non era male. Tuttavia da quel che mi ero immaginata dai vari racconti e info raccolte, non è che poi alla fin fine fosse così tanto eccezionale.

Intanto che la mia bella bronchite da aria condizionata stava migliorando, finalmente ci spostammo nella prossima destinazione.. un atollo delle Maldive.

Mi aspettavo, finalmente, di stare bene.. come finora, ahimè, non ero ancora stata. Poche ore di volo e atterrammo a Malè, una pista di atterraggio che ancora oggi mi chiedo, come abbia fatto ad atterrare un boeing 747, senza finire nell’oceano.. tanto era piccola.

Era mezzanotte, e ad aspettarci c’erano dei “Doni” maldiviani (tipiche imbarcazioni delle Maldive), che ci avrebbero portati nell’isola di destinazione finale. Ricordo che guardai il tipo incaricato dal tour operator ad accoglierci e gli dissi: ”Ma è su questa barchetta che dobbiamo salire?“.

Lui prontamente mi rispose.. “Ma no.. su questa carichiamo i bagagli, all’isola ci arriviamo col motoscafo”. Più che un motoscafo era un motoscafino, o un “motoschifo”, come lo chiamava Nemo, noto pesciolino “Walt Disneyano”.. comunque era sempre meglio dei “Doni“.

All’una e mezza arrivammo nell’isoletta, naturalmente c’era un buio pesto, e dopo un breve tragitto nella sabbia totalmente ricoperta da granchi, arrivammo al nostro tanto desiderato “bungalow“.

Le valige trasportate dal “Doni” arrivarono alle 4 del mattino, ne aprì subito una per prendere la mia biancheria per la notte e andare finalmente a dormire, e “da dan”.. sorpresona! Durante il tragitto, tutti le mie cose, compreso i miei vestiti, sottoposti a 4 ore di onde oceaniche sopra il “Doni“, si erano totalmente inzuppati.

Misi ad asciugare alla meno peggio il tutto, e andai finalmente a dormire pensando che questo sgradevole inconveniente sarebbe stato cancellato dalla “meraviglia” di svegliarmi il mattino dopo in una delle mete più ambite al mondo, dalla maggior parte dei vacanzieri.

Alle 9 del mattino eravamo a fare colazione, e subito dopo avremmo fatto un giro per vedere l’isola. Il tempo impiegato per fare colazione fu lo stesso che impiegammo per girare l’isola, 15 minuti in tutto. 🙂

Comunque, devo dire che trovammo un mare stupendo, con acque cristalline dai colori spettacolari, la temperatura era molto gradevole, ed una brezza soave ti soffiava durante il giorno.

Ma, anche se mi avevano raccomandato di mettere una protezione solare alta e tenere su una maglietta almeno per i primi due giorni, così da evitare scottature, consiglio che ho seguito alla lettera, povera me.. mi beccai ugualmente una bella insolazione.. Dato che, a mettere in testa un bel cappellino non avevo proprio pensato, e nessuno (degli esperti) mi aveva avvertito che era un accorgimento di vitale importanza, in quel luogo.

Lo so che forse starai pensando.. “e vabbé ma allora vai a Lourdes”! Probabilmente allora, se fossi andata avrei trovato chiuso.

La verità è che, per quel viaggio.. mi ero creata delle aspettative importanti, e il peggio è che me le ero create sulla base di informazioni soggettive altrui, e su alcune recensioni.. che alla fine si sono rivelate inaffidabili, comprese quelle del tour operator.

Queste mie “aspettative“, influenzarono negativamente la mia (tanto agognata) vacanza.. infatti, mi ricordo.. che me ne son tirata dietro una dopo l’altra.

Ora il motivo per cui ho voluto raccontarti questo mio frangente di vita privata, è per farti considerare quanto può essere controproducente crearsi delle aspettative a priori.. e non solo nei confronti di un viaggio, o di una vacanza, ma anche e soprattutto nelle cose (normali) di tutti i giorni.

Le aspettative, alle volte, condizionano le nostre scelte, le nostre azioni e soprattutto.. le nostre reazioni.

Se ad esempio, non mi fossi lasciata influenzare dalle aspettative che mi ero fatta, avrei apprezzato con occhi diversi tutto quello che c’era da scoprire, da vedere, e di sicuro, oggi, avrei un ricordo migliore.

Magari mi sarei beccata lo stesso la bronchite e l’insolazione, ma l’avrei vissuta con più leggerezza e sarei riuscita a dare il giusto valore a quella vacanza.

Quindi sia che tu sia già in vacanza, o che ti appresti a partire.. il mio augurio è che tu possa godere ogni attimo delle tue giornate, godendo appieno sia delle piccole che delle grandi cose.. e soprattutto senza “aspettarti” nulla, ma semplicemente vivendo il qui e ora.

Buone Vacanze e Buon Ferragosto.. un abbraccio grande e a risentirci a settembre!

Carmen 

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Come essere efficaci in situazioni complesse…

foto carmenCiao ragazzi, con questo articolo vorrei condividere con voi un’esperienza vissuta personalmente proprio in questi giorni. Probabilmente avete notato che ultimamente sono stata assente dal web.

Il motivo ė che sono dovuta andare a Milano per firmare un compromesso di vendita della mia vecchia casa a Milano, e di fronte alla necessità dell’acquirente di fare direttamente la vendita, non me la sono sentita di dirle di no.

Quindi in fretta e furia ho dovuto organizzare il trasloco dei miei mobili, e quanto altro ci fosse dentro, dall’Italia alle Canarie, avendo solo 10 giorni di tempo per fare tutto.

Inizialmente ritenni il tutto una cosa semplice.. dimenticando per un momento che semplice non è sempre sinonimo di facile..

Comunque, prima di partire ho fatto la mia bella lista delle “cento cose” da fare utilizzando alcune delle tante strategie disponibili per l’ottimizzazione della gestione del tempo.. cominciando con lo schematizzare le cose essenziali da fare assolutamente, e stabilire le relative priorità.. e fin qui tutto bene, un po’ stancante ma sicuramente.. efficace allo scopo.

Ma, nella mia bella lista delle priorità dimenticai di inserire gli eventuali imprevisti, che purtroppo, ahimè, non mancano mai.

L’imprevisto in questo caso, si tratta della “mala fede” che possiamo riscontrare nelle persone con cui interagiamo, infatti, arrivata in Italia, come prima cosa, mi metto alla ricerca di una ditta specializzata che potesse occuparsi di trasportare tutto il contenuto del mio immobile da Milano alle Canarie.

Nel corso di tale faccenda purtroppo qualcuno ha provato a crearmi dei problemi, rischiando di sabotare non solo le mie energie ma la riuscita di questo importante aspetto della vendita del mio immobile, infatti dovevo effettuare il rogito della casa dando immediatamente le chiavi al nuovo proprietario, e ovviamente doveva essere sgombera da qualsiasi mio oggetto.

Vi racconto questa vicenda per sottolineare l’importanza determinante di avere il controllo delle proprie emozioni, anche in casi disperati, riuscendo così a mantenere la direzione verso il nostro obiettivo/traguardo.

Per spiegarmi meglio, vi racconto in breve l’accaduto..

Come vi ho già detto, la prima azione che avevo intrapreso, giunta a Milano, oltre ad iniziare ad imballare il tutto, era stata quella di documentarmi sul mezzo più idoneo a questo tipo di trasloco e di chiedere dei preventivi.

Ne ricevetti alcuni, tra cui due che avevano lo stesso importo, lì scelsi e li contattai telefonicamente per un approfondimento.

Una di queste due aziende, trovandosi a Milano, inviò un proprio incaricato a casa mia per fare un sopralluogo, mentre l’altra aveva solo la lista delle cose da trasportare.

Essendo un pò stanca e a corto di tempo a disposizione, e anche per il contatto diretto in seguito al sopralluogo, decisi di affidare a quest’ultimo l’incarico, pertanto stabiliamo prezzo + Iva.. e mi appresto quindi a produrre la documentazione necessaria per le pratiche burocratiche relative al trasporto, tramite container.

Non avevo ancora spedito alcun documento che ricevo la telefonata dal secondo trasportatore, al quale comunico che ho optato per l’altra azienda, dato che il prezzo era uguale; ma, casualmente sottolineo “naturalmente + IVA”‘ al che la signora al telefono, stupita, mi chiede conferma della destinazione della merce e alla mia risposta Canarie, mi riferisce che Il servizio da me richiesto è esente Iva, perché trattasi di destinazione esente.

Ecco che ero incappata nel solito furbetto che se non saltava fuori questa telefonata, mi faceva pagare il 22% di iva non dovuta.. E considerato l’importo del trasloco sarebbe stata una cifra di tutto rispetto.

Confesso che sono stata una mezz’oretta delusa, arrabbiata, amareggiata nel constatare che certe persone prive di valori provano a fregare il prossimo in modo così meschino.

Così dopo aver fatto appello a tutte le mie conoscenze di autocontrollo, con molta diplomazia e self controll appunto, riesco a disdire l’impegno con l’azienda “truffaldina” e affido definitivamente l’incarico all’azienda che mi aveva aperto gli occhi, e fatto risparmiare un bel pò di soldini 🙂

Fine della storia.. sono riuscita a compiere tutte quelle commissioni che mi ero stabilita con un discreto successo, riuscendo a non perdere la rotta in seguito agli spiacevoli imprevisti che possono sempre capitare.

Ho deciso di scrivere questo piccolo frangente della mia vita per sottolineare l’importanza di mantenere la calma in qualsiasi situazione possiate trovarvi, perché ciò che realmente conta alla fine è la riuscita di quanto vi siete proposti di raggiungere per il vostro bene.

“Tutto il resto è il Nulla”..

Per finire, ribadisco ancora una volta l’importanza di mantenere la calma, focalizzando l’attenzione essenzialmente sul vostro obiettivo, (nel mio caso era portare a conclusione il trasloco, per riuscire a concludere la vendita dell’immobile), concentrando le vostre energie al raggiungimento del vostro traguardo.

In questo modo rimarrai concentrato sulla soluzione e non sul problema. Evitando di arrabbiarti e sprecare utili energie.

D’altro canto, chi va avanti senza valori, senza onestà, prima o poi, la paga comunque!

Carmen

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